Alvaro Gabriele

Alvaro Gabriele è nato a Roma nel 1964 e risiede a Sora (Fr). Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte della stessa città, dove ha conseguito il diploma di Maestro d’Arte (gli anni dell’Istituto d’Arte sono stati fondamentali nella formazione dell’artista, sia per l’acquisizione delle tecniche – incisione – sia per lo studio dei fondamenti teoretici della creazione artistica). Dopo aver studiato architettura presso l’Università La Sapienza di Roma – qui, tra i  tanti insegnamenti, è stato profondamente influenzato dal “magistero storiografico” di Mario Manieri Elia – ha  approfondito i propri studi in campo storico artistico presso la stessa università, laureandosi in Letteratura Artistica con Bianca Tavassi La Greca – già allieva di Argan, una delle maggiori studiose italiane di architettura barocca  (Guarini, Fontana, Juvarra, Vittone) e del pensiero teorico settecentesco (Milizia) – con una tesi sul trattato d’architettura di Vincenzo Scamozzi – “Padre intellettuale del neoclassicismo” (Wittkower) – del 1615 “L’Idea della Architettura Universale”. Negli stessi anni ha conosciuto Andreina Griseri, “anima” stessa del barocco e Ricardo De Mambro Santos, uno dei massimi studiosi di arte italiana ed europea del XVI e XVII secolo. Ha frequentato lo studio di Antonio Notari, artista di scuola napoletana, legato ai grandi maestri sei-settecenteschi della propria città (Cavallino, Stanzione, Giordano, Solimena, De Mura). Agli inizi del 2000 espone le proprie opere presso la galleria “Il triangolo verde” del pittore e gallerista Salvatore Affabile; proprio in questo periodo frequenta alcuni dei maggiori artisti e interpreti di Roma degli ultimi decenni come Sigfrido Oliva e Claudio Spada.
Gabriele spazia dalla grafica alla pittura. La grafica, in particolare, rappresenta il proprio “baricentro espressivo” trovando nel disegno, “Soggettiva intuizione della forma espressiva” (L.Grassi), e nell’incisione (acquaforte) ambiti tecnico-operativi particolarmente consoni alla propria sensibilità estetica: Gabriele è legato al concetto vasariano del disegno come “Padre delle tre arti”.
Gabriele ha una concezione della storia come “struttura” e come “parametro fondamentale di giudizio”. Gabriele si riconnette, senza soluzione di continuità, alla tradizione classico-rinascimentale e classico-barocca, riconoscendo in essa le proprie radici etiche ed estetiche. Egli, andando oltre un’apparente ed anacronistica riviviscenza, concepisce il classicismo, l’eredità classica, come “eterno moderno”: l’arte italiana è stata grande, nei secoli, solo quando si è sottratta alle contingenze stilistiche delle varie epoche per guardare dentro sé stessa e al proprio “fasto ereditario”.
Le opere di Gabriele sono pubblicate nella serie “La Magnificenza di Roma” e sul sito ROMACLASSICA.it .